NOTE SULLE ENERGIE, SULLE TECNOLOGIE SULLE POLITICHE ECONOMICHE E SOCIALI PER L’INDIVIDUAZIONE E L’ATTUAZIONE DI STRATEGIE DI CONTROLLO OTTIMALI

(TRA CUI UNA RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE)

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L’Italia, come un qualsiasi altro Paese Occidentale, può essere vista come un sistema complesso ove gli ingressi sono: le azioni del Parlamento, del Governo, della Magistratura, delle Forze dell’Ordine, i servizi vari, …, le uscite sono: i vari indicatori sociali che si devono o si vogliono ottimizzare, quali: occupazione, salute, sicurezza, istruzione, debito pubblico, benessere economico, …, e i disturbi sono: le calamità naturali, l’evasione fiscale, i furti e le altre attività illecite, l’immigrazione clandestina, l’economia tedesca, statunitense, cinese, indiana, … (si veda lo schema di Fig. 1).

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La quasi totalità dei nostri antenati pensava che l’universo fosse privo di regole universali e fosse governato dall’arbitrio degli déi o addirittura dal caso. Solo negli ultimi due o tre secoli si sono consolidate delle leggi secondo cui l’universo si comporta non in modo casuale ma in modo prevedibile. Pertanto, per capire cosa fare e come per amministrare bene il nostro Paese (o una qualsiasi azienda) bisogna conoscere quale è il suo stato corrente e come esso risponde ai vari ingressi (così come un bravo medico deve sapere quale è lo stato corrente di malattia del suo paziente e come risponde alle varie cure terapeutiche, così come il comandante di una nave deve sapere la posizione e la velocità corrente della nave e come risponde ai vari comandi, …).

Allo scopo è necessario sapere:

 

 A) Le uscite desiderate di un sistema si possono ottenere:

  • a) agendo sugli ingressi in modo da non produrre modifiche strutturali del sistema e non ridurre i disturbi, ma producendo solo azioni di compenso di questi ultimi;
  • b) agendo con azioni invasive in modo da produrre anche modifiche strutturali del sistema per migliorarne la risposta;
  • c) agendo in modo da ridurre direttamente anche i disturbi.

B) Le principali leggi e dati, utili per identificare un modello dinamico (e il suo stato corrente) dell’evoluzione dell’umanità e della Terra, con particolare riferimento al nostro Paese:

  • Le leggi scientifiche: leggi universali deduttive, che non conoscono eccezioni rilevanti (Equazioni della meccanica, della termodinamica, di Maxwell, leggi biologiche, …).
  • Le leggi statistiche: leggi che esprimono non legami universali esprimibili secondo formule, ma legami di tipo statistico (Il prezzo di un prodotto aumenta se aumenta la domanda, diminuisce se aumenta l’offerta, la vita media degli uomini è di 80 anni, …) .
  • Le leggi di maggioranze: leggi frutto di accordi (Leggi governative, condominiali, di associazioni di vario tipo (anche delinquenziali), …) .
  • Le leggi fondamentali dell’energia: Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. L’energia dell’universo si degrada in modo irreversibile.

Un operaio che trasporta a spalla 1034 sacchi da 25Kq al quarto piano (si veda la Fig. 2) compie un lavoro di 1Kwh, oltre quello necessario per trasportare il proprio peso e quello relativo alle oscillazioni del baricentro. Per un siffatto lavoro di 1Kwh sono necessarie circa 5 giornate lavorative!
Se il costo di 1Kwh di energia elettrica è di 20 centesimi di euro ed il costo complessivo giornaliero di un lavoratore è di 200 euro, si ha che se un lavoro fatto utilizzando l’energia elettrica costa 1euro, fatto manualmente costerebbe circa 5000 euro!

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Tenendo conto che il consumo pro capite di energia elettrica in Italia e di circa 4800Kwh/anno, si deduce che un italiano ogni giorno “utilizza” circa 66 schiavi tecnologici, oltre ad usufruire dell’enorme benessere derivante dall’uso di energia non elettrica, dalle tecnologie delle telecomunicazioni, informatiche e mediche.

La ben nota equazione E=MC2 afferma due cose: la prima è che la materia può essere trasformata in energia e viceversa (come dire l’acqua può essere trasformata in gas (vapore) e viceversa); la seconda è che 1Kg di materia può essere trasformato in 25 miliardi di Kwh!

C) Nel corso della rivoluzione industriale, con l’introduzione di macchine che rendevano più efficienti i sistemi produttivi, aumentò notevolmente la domanda di personale con bassa specializzazione che svolgeva mansioni complementari a quelle delle macchine. A partire dagli anni Duemila, grazie ai 3 sensori elettrici, agli attuatori elettrici, ai dispositivi di switching, ai microcontrollori, ai dispositivi di interfaccia tra il mondo analogico e quello digitale, alle reti di telecomunicazioni, ad algoritmi capaci di impartire comandi agli attuatori in modo da avere movimenti complessi tipici dell’attività umana (ma più precisi e più veloci), all’intelligenza artificiale che consente di elaborare in tempo reale decisioni ottimizzate, è possibile realizzare complessi sistemi produttivi e di erogazione dei servizi che consentono la sostituzione dei lavoratori in moltissime attività tradizionali (si veda lo schema di Fig. 3). 

Si può affermare che l’enorme crescita del benessere umano, negli ultimi cinquant’anni, è da imputarsi principalmente ad un nuovo utilizzo dell’energia e ai moderni sistemi automatici!

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Ma: 

Il costo dei moderni sistemi di produzione di beni (si pensi alla produzione di un’auto) o di erogazione di servizi (si pensi ad una transazione bancaria) è elevatissimo! Per contro, siffatti sistemi hanno una capacità produttiva e di servizio impressionante, per cui il problema non è la produzione (che può e deve avvenire in grandi lotti) ma la vendita dei prodotti e dei servizi. Quindi sempre più la produzione dei beni e dei servizi sarà concentrata in pochi posti della Terra, anche per quanto concerne i prodotti alimentari, grazie alle moderne tecniche di conservazione degli alimenti. Chiaramente, dovendo produrre per “mezza Italia” o per “mezza Europa” o per “mezzo Mondo” il lavoro si sposterà sempre più in quei Paesi dove il costo della manodopera è più basso, sono più basse le tasse, ci sono le materie prime e da lì sia facile trasportare i prodotti nei paesi consumatori (Si vedano anche le note A3) riportate in Appendice).

Ormai quasi tutte le energie si possono trasformare in energia elettrica ed essere convogliate in rete (“ENEL”) (anche per “conservarle”) e, viceversa, se si ha bisogno di energia basta collegarsi alla rete; inoltre la parola energia in futuro sarà sinonimo di energia elettrica. 

Analogamente quasi tutte le informazioni si possono digitalizzare ed essere inviate in rete (“INTERNET”) (anche per “conservarle”) e, viceversa, se si ha bisogno di una informazione basta collegarsi alla rete Internet.

Purtroppo l’energia utilizzata per far funzionare le macchine non si consuma ma si trasforma in calore. Tale calore, insieme a quello per il riscaldamento delle abitazioni e per altre attività, è spazzatura termica che si diffonde in modo naturale su tutta la Terra. Poiché essa viene prodotta in maniera non uniforme sulla Terra, l’uso dell’energia produce anche turbolenze dell’atmosfera che danno luogo a cicloni, periodi anomali di siccità e di pioggia, periodi anomali di caldo e di freddo (e quindi danni all’agricoltura, alluvioni, …). 

Inoltre, poiché le energie derivanti dal petrolio, dal carbone, dai rifiuti (e in parte dai vari gas) sono energie esogene, in più rispetto a quella dei millenni passati (derivante in buona parte da quella solare) e producono effetto serra, tali energie causano, oltre alle turbolenze di cui sopra, anche un accelerato aumento della temperatura media della Terra, con conseguenze disastrose per la vita sul nostro pianeta.

Le nuove tecnologie hanno prodotto anche potenti e poco costosi sistemi di telecomunicazione (Televisori digitali con ricevitori satellitari, Iphone, WhatsApp, Facebook, …) per cui gli oltre 6 miliardi di poveri del nostro pianeta vedono che ci sono dei paradisi terrestri ove c’è accoglienza benevole. Quindi, questa enorme massa di poveri, invece di lottare e lavorare per avere anche loro: case, centrali elettriche, impianti idrici, ospedali, strade, supermercati, …, chiaramente è disposta a rischiare anche la morte per andare a vivere in quei posti dove si può subito godere di un benessere che neanche immaginava. 

Poiché non è possibile accogliere in massa tali poveri e poiché la loro manodopera è sempre meno necessaria (anzi, in molti casi, è dannosa poiché ritarda l’uso delle nuove tecnologie, perfino nell’agricoltura, ed abbassa in modo anomalo il costo della manodopera) e, una volta accolti, utilizzano risorse che agli Italiani sono costate, in molti casi, secoli di sacrifici, …, bisogna aiutarli a casa loro. 

Ciò sarebbe possibile utilizzando le nuove tecnologie e l’energia (I Cinesi hanno costruito un grattacielo di 57 piani in tre giorni, è possibile produrre enormi quantità di cibo con tecniche intensive (serre, …), … . Con l’energia e le macchine “intelligenti” tutto è possibile! Un esempio è Dubai). 

Il problema è che in tale modo, dovendo utilizzare altra energia si accelererebbe ulteriormente il riscaldamento della Terra e quindi la distruzione dell’umanità. (Si rischia seriamente che il calore, che ha reso intelligente gli uomini (con la cottura dei cibi) e ha consentito loro lunghissimi periodi di benessere e di felicità, prima li farà soffrire e poi li ucciderà). 

Una soluzione sarebbe quella di far godere meno benessere a chi ne ha goduto e ne gode molto di più. Ciò potrebbe avvenire con uno spirito umanitario senza precedenti.

Una soluzione sicuramente più fattibile sarebbe quella di:

  • bandire le energie esogene (almeno quelle che producono effetto serra) e soprattutto l’energia nucleare (che ha prodotto e produrrà scorie radioattive ed anche potentissime armi, che prima o poi veramente distruggeranno la vita sulla Terra, in tempi brevissimi come quando si muore di infarto) di fissione (e quella futura di fusione, ammesso che si riesca a produrla in modo da poterla utilizzare anche per scopi pacifici – io ho smesso di fare ricerca nel campo della fusione nucleare controllata nel 1990 perché ne vedovo i grandi pericoli per l’umanità e anche perché si seguiva una strada sbagliata!);
  • trasformare l’energia proveniente dal gas, che è meno inquinante, in energia elettrica in centrali ubicate in luoghi dove la temperatura è molto bassa (in Siberia, …, in modo da aumentare il rendimento di trasformazione e contribuire a livellare la temperatura terrestre);
  • trasformare l’energia solare che arriva nelle zone equatoriali in energia elettrica con pannelli solari, utilizzarla in parte sul posto, per aiutare lo sviluppo di tali zone, e la rimanente parte trasportarla (elettricamente) nei paesi più freddi (il che equivale alla fine a trasportare calore dalle zone calde a quelle fredde, come succede con le correnti oceaniche, contribuendo a livellare il clima terrestre senza aumentarne la temperatura media).

Sarebbe un attentato all’umanità e ridicolo se si continuasse ad utilizzare ancora per diversi decenni il petrolio e l’energia nucleare, quando si può utilizzare l’energia derivanti dai rifiuti, che devono necessariamente essere smaltiti (… termovalorizzatori, …) e soprattutto quella solare se la si sa raccogliere! (E’ come se, non raccogliendo l’acqua piovana, si andasse al polo nord a prendere una quantità enorme di ghiaccio e poi lo si sciogliesse per farlo diventare acqua!). 

L’energia solare media annua in Italia è: al Nord 1300Kwh/m2, al Centro 1600Kwh/m2, al Sud 1900Kwh/m2, mentre in prossimità dell’Equatore anche doppia. 

Quindi la quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è enorme. Pertanto, incentivando lo sviluppo di tecnologie per l’uso dell’energia solare, dal sole si può ricavare facilmente una quantità di energia pulita più che sufficiente per i bisogni essenziali dell’intera umanità, anche se dovesse raddoppiare!

D) Alcuni vantaggi dell’Italia

Clima, biodiversità, mare, beni artistici e storici, beni architettonici, beni archeologici, beni culturali, Città del Vaticano. Tutto ciò rende l’Italia un paese unico al mondo (e la storia lo dimostra!) ove è possibile produrre facilmente prodotti alimentari eccellenti e, soprattutto, ove è possibile fare una vacanza che consente, in poco tempo, di visitare importanti monumenti, ammirare splenditi paesaggi, godersi il sole ed il mare e mangiare bene. 

Quindi, turismo e agricoltura sono due settori in cui l’Italia può primeggiare. E’ in tali settori che è possibile creare sicuri posti di lavoro, ben remunerati e stabili come sede. 

Bisogna però avere mare, spiagge, fiumi e città pulite; non inquinare i terreni agricoli e garantire agli agricoltori preparati ed operosi uno stipendio più dignitoso rispetto a quello dei commercianti dei prodotti della terra e a quello degli altri lavoratori, ammodernando le aziende agricole e, se necessario, introducendo i dazi per alcuni prodotti. Bisogna insegnare ad amare la terra e i turisti! 

Un prodotto tecnologico di eccellenza diventa, invece, ben presto.

Poiché l’Italia si affaccia sul Mediterraneo, deve riprendersi il controllo delle porte del “Paradiso” e del “Purgatorio” sia per quanto concerne il traffico delle merci (Si vedano le note A3) riportate in Appendice) che quello degli immigrati (chiudere in carcere il clandestino che non fornisce le sue generalità, aumentare il periodo di detenzione se dà generalità false, pubblicizzare continuamente, in modo ossessivo, anche con immagini, il rimpatrio degli immigrati irregolari e le punizioni di chi mente circa la sua provenienza, e non solo la loro benevole accoglienza ed il salvataggio! Insomma l’immigrato irregolare deve capire che se sbarca in Italia e non è possibile integrarlo (Quando è stato possibile l’Italia lo ha accolto ed integrato) rischia la galera! Bisogna difendere la proprietà Italia come si difende la proprietà privata di un qualsiasi cittadino). Perdere il controllo del Mediterraneo sarebbe una cosa gravissima. Ma bisogna saperlo esercitare!

Il personale medico italiano ha una buona preparazione, grazie al processo di selezione degli studenti e del loro impegno, alla preparazione dei professori che sono anche professionisti e alle cliniche universitarie. Pertanto bisogna incentivare la nascita di centri di eccellenza in cui curare pazienti anche non italiani.

E) Alcuni punti deboli dell’Italia

Alto debito pubblico (che ci rende sempre più schiavi in quanto l’attuale PIL non è sufficiente a pagare neanche il costo del debito pubblico e quindi si rischia che i colossi finanziari mondiali finiranno di comprarsi l’Italia e anche a basso prezzo!), eccessiva evasione ed elusione delle tasse, elevata disoccupazione (che è elevatissima se l’unità di misura è il posto di lavoro equivalente, per cui più posti di lavoro di breve durate e/o mal retribuiti equivalgono ad un unico posto di lavoro), bassa natalità, molta burocrazia e giustizia lenta e spesso inefficace.

L’aumento del PIL degli ultimi anni è dovuto a cause congiunturali (calo del prezzo del petrolio, interventi massicci della BCE per la riduzione dello spread, dei tassi di interesse e per l’aumento dell’inflazione, blocchi degli stipendi, maggiore turismo favorito da lunghi periodi di bel tempo e da azioni terroristiche in altri paesi), da un maggior debito pubblico (che ha consentito sì di finanziare l’innovazione digitale, le banche e detassare il lavoro giovanile, ma soprattutto ha finanziato l’aumento dei consumi (molti dei quali improduttivi)) e da un calo dell’evasione, dovuto soprattutto alla spesa con carte di credito, più che ad un reale aumento della produzione (… la produttività (rapporto tra valore aggiunto prodotto e le ore lavorate) è inferiore di quella tedesca e anche di tutti gli altri paesi dell’area euro in quanto, nonostante che le ore di lavoro siano diminuite, il valore aggiunto di ciò che l’Italia ha prodotto è diminuito di più). 

Una volta gli italiani utilizzavano i loro risparmi per realizzare (con manodopera e acquisto di materiale, in buona parte in nero) una casa per sé e per i figli. Ora i giovani sperperano i pochi risparmi per acquistare (senza evadere) auto, motorini e carburante, telefonini e ricariche, … . 

L’industria 4.0 nei settori puramente tecnologici e nei piccoli paesi, su tempi lunghi, produce disoccupazione, trasloco e/o chiusura delle aziende che hanno investito, perché la produzione dei prodotti tecnologici avviene sempre più con meno valore aggiunto. Gli altri te li copiano e una piccola azienda non può garantire efficienti ed efficaci centri di vendita e di assistenza in paesi molto lontani. Inoltre un impianto automatico produce utili solo se il suo coefficiente di utilizzo è molto alto e se gli utili sono sufficienti a fare fronte a continue spese per ammodernarlo, dato che ben presto esso diventa obsoleto (di gran lunga prima del suo ciclo di vita). 

La popolazione italiana è molto anziana e vivrà sempre più a lungo. Essa per essere curata con tecniche terapeutiche nuove e sempre più costose, a causa dei notevoli progressi della medicina, è necessario aumentare in modo consistente la spesa sanitaria.

F) Alcune cose che bisognerebbe fare sono:

Garantire che almeno uno dei coniugi abbia una sede di lavoro stabile, per aumentare la natalità (Ciò si potrebbe ottenere riservando un certo numero di posti di lavoro statale e di quelli relativi ad attività turistiche ed agricole a chi abita nello stesso Comune ed ha più di un figlio ed incentivando i nonni ad accudire i nipoti). 

Il patrimonio edilizio Italiano è stato realizzato per oltre il 60% negli ultimi 60 anni in cemento armato (c.a.) e in parte abusivamente e senza criteri di efficienza energetica. Poiché le costruzioni in c.a. (così come realizzate) hanno una vita media di circa 100 anni con una elevata varianza, nei prossimi 50 anni esse avranno in buona parte esaurito il ciclo di vita in sicurezza. Bisogna, quindi, obbligare (come si fa per i mezzi di trasporto) i proprietari (privati e pubblici) a fare interventi di manutenzione, soprattutto strutturale, preventiva (ed anche lavori per aumentare l’efficienza energetica, che ha una significativa ricaduta in termini di costi di gestione, migliore comfort e salute, di inquinamento, …); in caso contrario nei prossimi 50 anni “mezza Italia” cadrà a pezzi! Se poi si dovessero verificare altri eventi sismici e una eruzione del Vesuvio che, statisticamente dovrebbe avvenire in tempi non “lontani”, la situazione sarebbe veramente drammatica, visto anche che i 25 miliardi per ricostruire le case crollate nell’ultimo terremoto non ci sono e anche se ci fossero la ricostruzione richiederebbe molti anni a causa soprattutto della eccessiva burocrazia. 

Quindi, molto lavoro dovrebbe essere creato anche nel campo dell’edilizia e delle opere pubbliche. Le costruzioni abusive ben fatte sono comunque una ricchezza per l’Italia. Pertanto esse, dopo un certo numero di anni a disposizione gratuita dei proprietari, dovrebbero diventare proprietà dello Stato e non essere abbattute. I vari enti statali dovrebbero vendere o fittare a prezzi di mercato le loro proprietà non utilizzate, e quelle che si libereranno con la digitalizzazione dei servizi e la sburocratizzazione.

Per quanto concerne i prodotti tecnologici di prima necessità (che sono legati al territorio e richiesti dal mercato per lunghi periodi di tempo) bisogna concordare le quote produttive a livello europeo, produrli con le migliori tecnologie e garantirne l’acquisto (Una volta i vari enti 7 statali e anche i privati acquistavano macchine per uffici prevalentemente dell’Olivetti e auto e mezzi di trasporto prevalentemente della FIAT).

L’unico modo per ridurre l’evasione, l’elusione e la frode fiscale, le tangenti e la corruzione è quello di eliminare il denaro cartaceo, introducendo la moneta elettronica, almeno per un decennio. Si ridurrebbero in tal modo, in modo significativo, anche molte spese per punire gli evasori, i corrotti e i corruttori. Il metodo permissivo e punitivo rispetto a quello che rende impossibile commettere un reato, inoltre, è un metodo che nasconde anche ”l’intenzione malvagia di punire chi non si allinea e premiare chi si allinea”.

Tutte le pensioni devono essere contributive. I contributi che i lavoratori versano per la loro pensione devono essere investiti e non utilizzati per dare la pensione a chi non ha versato niente. I soldi per pagare una pensione (per una vita dignitosa) a chi non ha versato i contributi lo Stato li deve prendere da altri fondi. Se lo Stato si trova in difficoltà economiche deve garantire agli anziani soli e non autosufficienti una vita dignitosa in case per anziani.

Digitalizzare i servizi per ridurne fortemente i costi e i ritardi burocratici. 

Ridurre gli sperperi pubblici e privati.

Migliorare in modo significativo ed incisivo il trasporto urbano, soprattutto nei luoghi turistici e ad alta densità abitativa (Una famiglia i soldi li deve spendere per la casa, che è un bene duraturo e di prima necessità, per l’istruzione dei loro figli, per curarsi e non per le auto, che non sono beni duraturi e di prima necessità, che inquinano, che rallentano la mobilità nelle città e che richiedono costosissime spese di parcheggio, …).

Formare i giovani soprattutto con corsi di laurea professionalizzanti, tenuti da docenti che siano, in buona parte, anche dei validi e onesti professionisti e in Università e aziende attrezzate con laboratori all'avanguardia. Insegnare ai giovani concetti eccessivamente astratti, che non trovano applicazione nella pratica, o informare, mediante la proiezione di lucidi, con nozioni frammentate dei giovani, che in diversi casi sono più degli sfiduciati disoccupati che degli studenti universitari, che non hanno purtroppo un’adeguata preparazione di base (diversi studenti universitari, anche di Ingegneria, che hanno già “superato” più di un esame di base, non sanno neanche un metro cubo di acqua a quanti litri corrisponde e né sanno arrivarci per ragionamento) è dannoso. 

Negli ultimi anni sta succedendo di tutto. Mentre, durante una lezione, illustravo un simulatore di una serratura elettronica con visualizzazione grafica dello stato della serratura mi accorsi che tre studenti del corso giocavano a carte. … . Diversi studenti agli esami danno risposte mnemoniche, mostrano di essere privi di razionalismo scientifico. 

Fortunatamente ci sono delle eccezioni. Mentre, durante una recente lezione, ricavavo un modello matematico dinamico di un impianto di condizionamento di un bilocale, illustravo il comando linprog del Matlab per dimensionare le potenze dei condizionatori ed eseguivo, mediante un simulatore Matlab/Simulink, varie simulazioni per valutare le prestazioni dell’impianto al variare dei parametri fisici del bilocale e della temperatura esterna, uno studente, euforico, si alza in piedi ed esclama: ”Ragazzi questa è vera ingegneria! E’ ingegneria con la i maiuscola!”. Che bello!

Molti studenti sono stati abituati a comprarsi o usare la moto o l’auto per frequentare l’Università, nonostante che in alcune Regioni il trasporto sia gratuito, e a comprarsi un telefonino costoso piuttosto che i libri e un PC. Diversi studenti, pur avendo un PC, non installano neanche il Matlab/Simulink, che può essere fatto gratuitamente in alcune Università, come la Federico II di Napoli. Quasi tutti gli studenti studiano esclusivamente da appunti, spesso con errori e forniti da altri studenti. 

E’ questo il vero dramma di molti giovani, la cui colpa è da imputarsi anche ai genitori e alla scuola, a partire da quella Elementare. Tutto ciò è dannoso per loro, per i familiari, per il futuro coniuge, per i futuri figli, per il nostro Paese; anzi è dannosissimo se si chiude anche un occhio e si dà a loro una laurea, perfino specialistica, in virtù del fatto che in Italia la percentuale dei laureati è troppo bassa e quindi bisogna dare una laurea anche a chi una volta non veniva dato neanche un 18 ad un esame di base! 

Non è giusto che un docente si serva degli studenti con lo scopo primario di fare carriera (Diverse Università del SUD più che risolvere i problemi dei giovani li hanno aggravati. Nel bilancio di una Chiesa del SUD c’era scritto: ”numero di battesimi 23; numero di funerali 54”. C’è una fuga dei giovani senza precedenti!). 

Non bisogna fare uso delle tecniche dell’illusionismo per far presa sui giovani. 

La globalizzazione, l’automazione, la complessità delle nuove aziende, le piccole dimensioni dell’Italia che non è riuscita ad integrarsi con i big, il grande debito pubblico hanno fatto sì che stiamo perdendo la partita della progettazione e della produzione, … . 

Quindi l’Italia ha bisogno soprattutto (cosa auspicata dalle grandi Aziende multinazionali) di molti bravi tecnici laureati (Nelle Fachhochschule tedesche - le università delle scienze applicate - studiano 800mila giovani e i laureati sono il 30/40% dei laureati tradizionali!) e di pochi laureati autenticamente preparati, esperti, onesti, responsabili, non esposti politicamente (la politica non deve prevalere sulla scienza), degni di far parte della classe dirigente del nostro Paese e non tanto di laureati mediocri e irresponsabili!

Bisognerebbe prendere a modello le Facoltà di Medicina e Chirurgia, che hanno dei buoni docenti specialisti, le cliniche e dei buoni corsi di “Laurea professionalizzante”, e le Università della Germania!

Detassare il lavoro dei giovani, soprattutto se esso è anche professionalizzante.

Ridurre l’orario di lavoro e incominciare a tassare, almeno a livello europeo, il lavoro delle macchine che usano algoritmi intelligenti ed energia elettrica (come si stanno già fortemente tassando i carburanti). Ciò renderebbe più facile e sicuro l’incasso di una buona parte delle tasse, consentirebbe di detassare il lavoro umano, tenere in piede molte piccole aziende, ridurre la fuga delle grandi aziende in altri paesi.

Incentivare la classe media e gli indigenti ad acquistare titoli di stato italiani personalizzati con rendimenti più alti.

Tutti hanno il diritto di avere una vita dignitosa. Una qualsiasi persona non disabile è in grado di pulire le strade, le spiagge, fare lavori di giardinaggio, agricoli ed edili. Si può per un breve periodo dare un reddito di cittadinanza ai giovani solo se essi fanno un lavoro utile (Un lavoro utile non è mai umiliante!).

Da quanto sopra detto, a causa del “cattivo stato di salute” dell’Italia, è necessaria una transizione scioccante verso un nuovo equilibrio caratterizzato da una maggiore produttività, meno sperperi, più entrate fiscali, meno debito pubblico, orario di lavoro ridotto, meno disoccupazione e più assistenza ai disabili e agli anziani. 

Quando si è in difficoltà e/o si è in forte disaccordo bisogna operare solo ed esclusivamente secondo le leggi scientifiche, servendosi dei migliori scienziati e dei migliori ed onesti professionisti.

Controllare un sistema con politiche scioccanti di tipo anche invasivo (strutturale) per aumentarne in modo significativo le prestazioni non è lavoro per mediocri, specie se il sistema è già vicino all’instabilità (oscillazioni persistenti di alcune grandezze, lenta ma continua divergenza di altre grandezze, …) e vi sono vincoli di disponibilità e sopportabilità delle azioni di controllo, …. Se non si hanno le competenze e/o non c’è il continuo impegno a monitorare, identificare, correggere, … (elaborando statisticamente e sapientemente anche l’enorme e importantissima banca dati delle spese e dei pagamenti, cosa molto facilitata dall’introduzione della la moneta elettronica) è meglio non intervenire con tali politiche scioccanti perché si potrebbe facilmente rendere instabile e distruggere in tempi brevi l’Azienda Italia (Si vedano anche le note riportate in Appendice)!

Per cercare di comprendere quanto appena detto, si consideri il semplice sistema meccanico di Fig. 4. Si supponga di voler portare il corpo dalla posizione A in quella più alta B. Se non si dispone di un buon modello dinamico, in presenza anche di inevitabili incertezze parametriche, di misure non affidabili, di azioni di disturbo non prevedibili, di ritardi nell’applicazione dell’azione di controllo, di limitazioni degli attuatori, …, e se non si utilizzano leggi di controllo appropriate, il corpo anziché portarlo in A se ne va in B’ o in B’’.

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Un semplice modello dinamico ed una strategia di controllo utile per analizzare la fattibilità di una transizione scioccante verso un nuovo equilibrio caratterizzato, come già detto, da una maggiore produttività, meno sperperi, più entrate fiscali, meno debito pubblico, orario di lavoro ridotto, meno disoccupazione e più assistenza ai disabili e agli anziani, può essere quello riportato in seguito. 

Tale modello macroscopico stabilisce un legame dinamico tra quattro grandezze fondamentali: tassazione, evasione, produzione ed entrate fiscali. Esso è una versione più realistica e completa di un semplice esercizio teorico per studenti (del 1990, 2000 e 2010) in cui si metteva in evidenza che il livello di tassazione ottimo per l’Italia era del 33%.

MODELLO DINAMICO TePE (Tassazione, evasione, Produzione, Entrate)

È ragionevole ritenere che la produzione sia fonte di ricchezza e favorisca i consumi ed un certo benessere. Il consumo, invece, è fonte di distruzione della ricchezza e può produrre, in un mercato globale, spostamenti di ricchezza verso i Paesi produttori dei beni consumati, vendita e/o degrado (per insufficiente manutenzione) di parte dei beni che già si possiedono per acquistarne dei nuovi. 

Per produrre ricchezza nel nostro Paese e incentivare i consumi interni e le esportazioni si può agire su vari fattori. 

Il primo è sicuramente l’aliquota di tassazione. Un giusto livello di tassazione deve garantire allo Stato ed agli altri enti statali entrate fiscali sufficienti per il loro funzionamento e per erogare i servizi più importanti e nel contempo consentire un buon livello di produzione, che è sinonimo di lavoro, di ricchezza e di benessere. Ovviamente l’aliquota di tassazione non può essere né pari a 0% (Stato ed altri enti statali senza entrate) né pari a 100% (lavoratori senza stipendi). Dal teorema di Rolle scaturisce che il suo valore ottimo è compresso tra 0 e 100. 

Per poter desumere un "giusto" livello di tassazione si può utilizzare il seguente semplice modello dinamico dell’evoluzione della produzione totale P (in ), dell’evasione totale media e (in %) e delle entrate fiscali totali E (in ) in funzione della tassazione totale media T (in%): euro Geuro G

Schermata 2018 03 01 alle 15.03.11 

in cui k a è una funzione (non negativa e minore di uno convergente ad un valore costante), che tiene conto della velocità di crescita della produzione e b è un parametro (non negativo e minore di uno), che tiene conto della velocità con cui si riduce l’evasione. Da tale modello si deduce facilmente che a regime:
a) il livello di tassazione “ottimo” o T è leggermente inferiore al 30%;
b) passando da un livello di tassazione del 50% a quello del 30% l’evasione passa dal 25% al 9% e nel contempo aumentano in modo significativo sia le entrate fiscali che la produzione, come mostrato nella Fig. 5.

Schermata 2018 03 01 alle 15.04.50

Ma attenzione! Se si tiene conto della dinamica e dei vincoli di bilancio, il passaggio da un regime ad un altro nasconde delle pericolose sorprese! Esse emergono anche dal semplice modello proposto, che è dinamico.

All’uopo, si supponga che: 
Schermata 2018 03 01 alle 16.00.11

Nelle Figg. 6 11 sono riportati sei casi di evoluzioni possibili. Come si può notare la riduzione delle tasse si po’ effettuare con effetti molto positivi solo se essa viene accompagnata da una riduzione efficace e veloce dell’evasione (introducendo la moneta elettronica), da una crescita veloce della produzione (turismo, agricoltura, sanità, lavori pubblici e lavori privati, automazione della produzione dei beni di prima necessità ed accordi europei sulle quote e sugli acquisti), da una riduzione degli sperperi (spese soprattutto per la casa e per le opere pubbliche e non tanto per le auto e i telefonini, eliminazione di bonus in debito per spese improduttive), dalla digitalizzazione e sburocratizzazione dei servizi (Rileggere quanto detto sopra e le note A2) A6) riportate in Appendice) e, chiaramente, se il mercato mondiale e l’UE consentono all’Italia di fare ulteriore debito pubblico, ma questa volta solo per pochi anni! 

Schermata 2018 03 01 alle 16.00.53Schermata 2018 03 01 alle 16.00.58Schermata 2018 03 01 alle 16.01.05Schermata 2018 03 01 alle 16.01.10Schermata 2018 03 01 alle 16.01.15Schermata 2018 03 01 alle 16.01.22

Un sottoproblema molto importante è quello di decidere come distribuire la riduzione delle tasse tra: 

A) la classe dei poveri svogliati, degli incapaci e degli inattivi 

B) la classe media 

C) la classe dei ricchi non operosi 

D) la classe dei ricchi operosi e degli imprenditori capaci ed operosi 

per un reddito più giusto. Un semplice modello può essere il seguente:

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in cui rk è il reddito mensile (media di quello annuale) pro capite e ik è l’intervento statale.

Si noti che considerando la bisettrice del I quadrante del piano cartesiano r- rk+1, se il punto (rk, rk+1) è al di sopra della bisettrice il reddito dell’anno successivo è maggiore dell’anno corrente, se sta sulla bisettrice il reddito dell’anno successivo è uguale a quello dell’anno corrente, infine, se è al di sotto della bisettrice il reddito dell’anno successivo è minore dell’anno corrente. 

Si considerino i due semplici modelli riportati, per brevità, graficamente nelle Figg. 12 e 13. 

Dal primo modello si desume che sia il reddito dei poveri che quello della classe media converge a mille euro, mentre il reddito dei ricchi, anche se non operosi, e degli imprenditori cresce sempre di più (si veda anche la simulazione mostrata in Fig. 14). 

Dal secondo modello si desume che il reddito dei poveri converge a mille euro, quello della classe media e quello dei ricchi inoperosi a cinquemila euro, mentre sol quello dei ricchi operosi e degli imprenditori capaci ed operosi cresce sempre di più (si veda anche la simulazione mostrata in Fig. 15).

(Premiare i ricchi operosi e i professionisti onesti e capaci, che lavorano anche oltre 12 ore al giorno, rovinandosi spesso la salute e che mettono a rischio il proprio patrimonio, è fondamentale perché solo essi possono creare nuovi posti di lavoro produttivi e di lunga durata, visto che lo Stato, a causa dell’elevato debito pubblico (che attualmente su ogni lavoratore grava già per circa centomila euro) e della corruzione molto diffusa, non può più farlo (e come potrebbe se paga il TFS a chi va in pensione e diverse fatture anche con oltre due anni di ritardo, …?!).

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Non è possibile che quasi tutti si nutrono con il latte delle mucche da latte (la classe media produttiva), ma quasi nessuno si accorge che le mucche sono arrivate “nei corridoi” perché non viene dato loro cibo sufficiente per nutrirsi e produrre latte!

Se è possibile far volare un aereo con grande sicurezza, se è possibile fare un trapianto del cuore, se è possibile realizzare un iPhone, …, cose complicatissime, inimmaginabili, “divine”, allora sarà anche possibile utilizzare con successo la terapia scioccante derivante da una sapiente ed oculata riduzione delle tasse! 

Napoli, I Marzo 2018 

Prof. Ing. G. Celentano

 

APPENDICE 

A1) Dalla teoria della modellistica e del controllo scaturisce che: 

Per valutare le prestazioni di un sistema e/o per progettare un controllore è necessario determinare un modello del sistema a partire da una sua descrizione verbale, da disegni, da foto, da dati storici, da prove sperimentali, facendo considerazioni di tipo logico, applicando leggi scientifiche (fisiche, economiche, …), … . Il controllore deve essere progettato utilizzando risultati teorici e pratici della moderna teoria del controllo. (Nessuna grandezza si può controllare se non viene ben misurata! … .) 

Un sistema anche strutturalmente instabile (diabetico, disabile, anziano con eventuali malattie croniche e/o recidive, struttura meccanica articolata (robot), aereo, …), con delle incertezze parametriche e/o strutturali, soggetto ad azioni di disturbo non del tutto note o non misurabili, su cui si possa intervenire con azioni di controllo (anche con eventuale ritardo) e che si possa monitorare (anche con eventuali ritardi) mediante la misura di grandezze di uscita 

può essere: stabilizzato, mantenuto nell’intorno di un dato stato (ritenuto soddisfacente) o addirittura essere portato, in molti casi, in un qualsiasi altro stato (ritenuto migliore) mediante delle azioni di controllo molto intelligenti da esercitare in un tempo quanto più possibile breve. Tali azioni di controllo sono tanto più complesse ed onerose quanto più il sistema è maggiormente strutturalmente instabile, più elevati sono i ritardi, più stringenti sono i vincoli circa la disponibilità di determinate azioni di controllo, più stringenti sono i vincoli di sopportabilità da parte del sistema di determinate azioni di controllo, più elevati sono i disturbi ed i rumori di misura. 

A causa dei ritardi per elaborare le azioni di controllo e per attuarle, dei vincoli circa l’ampiezza delle azioni di controllo, delle incertezze, del grado di instabilità strutturale si ha che in molti casi il controllo, se non sufficientemente intelligente, risulta inadeguato o costosissimo anche a mantenere il sistema nell’intorno di una dato stato (ritenuto il male minore). Si pensi ad un anziano con diverse malattie croniche e/o recidive (per farlo vivere senza farlo soffrire molto si richiedono continue e costosissime cure in tempo reale e spese di accudimento eccessive; le cose cambierebbero profondamente se fosse possibile fare degli interventi invasivi per cui il detto anziano non presenterebbe più patologie croniche e/o recidive e diventerebbe autosufficiente o lo si potesse far rinascere). 

Pertanto in tali casi è necessario o conveniente intervenire con modifiche strutturali esterne (ridurre le azioni di disturbo piuttosto che compensarle, ridurre i rumori) e interne (modificare i sottosistemi in modo che il sistema sia meno instabile o sia stabile e meno incerto) e ridurre soprattutto i ritardi ed i rumori . 

A2) LA FORMAZIONE DEI FUTURI INGEGNERI E’ A RISCHIO 2001 

In quasi tutte le Università Italiane, in virtù delle leggi varate dal Governo, in questi ultimi anni sono stati approvati e attuati numerosi provvedimenti che hanno stravolto profondamente le nostre Facoltà di Ingegneria. 

La vita media dell’uomo si è allungata e si allungherà sempre di più in futuro. Le varie tecnologie sono diventate più complesse ed evolvono con una dinamica molto più veloce rispetto all’invecchiamento dell’uomo, una dinamica che non ha precedenti. Le grandi aziende che contribuivano e dovrebbero contribuire alla formazione dei giovani e, più in generale, di ogni lavoratore stanno diminuendo (è ben noto che in Italia è in atto un processo di deindustrializzazione). A causa dei progressi tecnologici oggi si riesce a produrre di più e meglio a parità di forza lavoro, pertanto si può lavorare di meno se si riuscirà a distribuire meglio il lavoro. 

E noi, alla luce di ciò, invece di far studiare di più e meglio i nostri giovani, li vogliamo far studiare di meno e male, spingendoli subito ad andare a lavorare o a cercare un lavoro che non c’è e/o che non è gratificante. Solo perché siamo entrati in Europa, dobbiamo fare la cioccolata meno buona, dobbiamo trasformare le Università in Scuole, con il serio rischio di non dare a chiunque l’opportunità di poter attingere alle verità scientifiche. 

Se nei prossimi anni non saranno apportati opportuni correttivi ed altri oculati provvedimenti, che privilegino l’interesse degli studenti e del Paese rispetto a quello dei docenti, si correrà il serio rischio, come preannunciano i primi risultati e come già avevo previsto, che tutti gli sforzi fatti producano lo stesso effetto di un ambiente di lavoro molto disordinato o di un forte rumore composto da tanti piccoli discorsi fatti insieme, ossia, in altri termini, una condizione che affatichi con scarsi risultati oltremodo studenti e docenti. 

In particolare ritengo che: 

Bisogna attrezzare le aule con PC, possibilmente collegati in rete, e con videoproiettori. Tali attrezzature consentirebbero di avere in aula, tra le tante cose, laboratori simulati.

o dai professori più esperti e che questi si facciano carico di riscrivere i testi o di far adottare nuovi testi di comprovata validità. 

E’ necessario indirizzare gli studi principalmente verso le realtà industriali territoriali, inculcando nei giovani l’idea della possibile nascita di nuove aziende produttive, che non producano eccessivi travasi di ricchezza verso altri paesi e che non accelerino troppo la distruzione delle risorse naturali del nostro Paese e, più in generale, del mondo intero. 

Bisogna esercitare pressioni sul Governo e sulla Confindustria affinché importanti Multinazionali producano anche in Italia, in particolare al Centro Sud. (L’Italia non può diventare un Paese che esporta i suoi migliori prodotti agrioli, cerca di riempire i migliori alberghi e le più belle spiagge con turisti stranieri … e che invece importa la maggior parte dei prodotti tecnologici …). 

L’Ingegnere deve continuare a essere il principale artefice della produzione della vera ricchezza del nostro Paese. 

E’ necessario mantenere alto il livello di formazione e di preparazione: 

- perché la concorrenza si vince soprattutto con la qualità; 

- perché solo una buona formazione e preparazione garantiscono un futuro sicuro a un Ingegnere (in termini non solo occupazionali ma anche di dignità dello stipendio) ed un vero sviluppo del nostro Paese (Non ricordo che sia stata chiusa una Scuola, un Tribunale, un Ospedale, …; quindi un Professore, un Avvocato, un Medico, …, bravo o non, in qualche modo è “garantito”; per contro ricordo che molte importanti realtà industriali sono scomparse. Da qualche tempo si sta andando verso una deindustrializzazione del nostro Paese e il Governo, nonostante gli sforzi in atto per produrre un’inversione di tendenza, senza bravi Ingegneri e validi Tecnici non potrà efficacemente sostenere quelle realtà industriali che, invece di produrre utili, producono perdite). 

Un alto livello di formazione e una preparazione più duratura si possono ottenere: 

- insegnando ciò che ha maggiore validità temporale e spaziale e ciò che è necessario per le esigenze primarie della vita umana e non tanto per alimentare nuovi “vizi” (L’uso oltre misura dei telefonini ha consentito sicuramente una crescita delle tecnologie delle telecomunicazioni, ma ha e sta impoverendo moltissime famiglie; molte operazioni di borsa avvenute negli ultimi anni hanno sicuramente dato vita ad aziende a dimensione più europea e consentito di ridurre gli interessi passivi che lo Stato deve pagare ai suoi creditori, ma hanno prodotto travasi di ricchezza assimilabili a veri bottini di guerra, …); 

- attraendo verso le Facoltà di Ingegneria giovani validi che devono essere meglio guidati nella scelta del corso di laurea; 

- istituendo, nelle grandi Facoltà, tre corsi di laurea breve di base, uno per ogni area, verso cui orientare una parte dei giovani che si mostrano particolarmente meritevoli nel primo semestre del primo anno. 

I contenuti di tali corsi di laurea potrebbero essere quelli di tre corsi di analisi, tre corsi di fisica, due corsi di informatica, uno di dinamica dei sistemi, uno di economia, uno di diritto e quattro specialistici, tutti di durata tradizionale; essi dovrebbero servire, insieme a quanto si farebbe negli ulteriori due anni di specializzazione e in appropriati corsi di Master e/o di Dottorato di Ricerca, a formare e a preparare eccellenti ingegneri e ricercatori per poter competere con i grandi paesi industrializzati o, almeno, per non essere da questi soffocati o colonizzati e anche per non dimenticare cosa sia la vera cultura e la vera professionalità. 

Mi auguro che nei prossimi anni si operi soprattutto nell’interesse dei nuovi Ingegneri e della società civile e non solo dei docenti (La laurea in Ingegneria deve essere ancora un investimento per i giovani, per i loro familiari, per lo Stato!). 

L’Ingegnere di qualche tempo fa. La nostra legislazione ha sempre ritenuto l’Ingegnere un professionista non solo onnisciente, ma tuttofare. Infatti, nello schema dell’ordinamento professionale allegato alla legge n.1395 del 24/6/24 che istituisce in Italia l’Ordine degli Ingegneri con il relativo Albo degli iscritti, l’ingegnere viene così definito: 

La professione dell’Ingegnere concerne in particolare il progetto, il calcolo, l’organizzazione, la direzione, la stima, la sorveglianza e ogni altra prestazione (incluso il collaudo), le vie e i mezzi di trasporto, l’urbanistica, le macchine, gli impianti industriali e tecnologici, la produzione, il trasporto, la trasformazione e l’utilizzazione di ogni forma d’energia, le operazioni e le rilevazioni geodetiche, topografiche e di estimo di ogni ramo; le mansioni direttive, di collaborazione e di consulenza nel funzionamento ed organizzazione del lavoro nelle aziende tecniche; le mansioni riguardanti l’attività di ricerca; le funzioni peritali ed arbitrali e l’insegnamento delle materie tecniche. 

Prof. Ing. G. Celentano 

A3)Giugno 2006 

Prof. Ing. Giovanni Celentano All’Autorità Portuale di Napoli 

Dipartimento di Informatica e Sistemistica 

Università degli Studi di Napoli Federico II All’Autorità Portuale di Salerno 

Egr. Dr. xxxxxx, 

la produzione automatica dei beni, il basso costo della manodopera in alcuni Paesi, le sofisticate tecniche di conservazione di merci deperibili e la liberalizzazione dei mercati favoriscono sempre più la concentrazione della 

produzione in poche aree agricole ed industriali, poste in Paesi anche molto lontani; tale circostanza comporta un aumento del traffico merci e delle materie prime. Inoltre il maggior benessere e la pubblicità di nuove mete turistiche mediante le nuove tecnologie delle telecomunicazioni (televisori con ricevitori satellitari, telefonini, …) spingono 

sempre di più gli uomini a spostamenti internazionali. Tenendo conto dell’elevato rapporto della superficie del mare rispetto a quella terrestre, che il mare rappresenta un’immensa autostrada naturale che non richiede nessuna manutenzione e che i beni sono destinati a persone, animali e strutture posti sulla superficie terrestre, si comprende come il migliore sistema di trasporto, specie per le merci, sia quello ibrido navale-ferroviario-stradale. 

Pertanto i porti, che si possono considerare sistemi di interfaccia tra il trasporto navale e quelli ferroviario e stradale, specie per l’Italia giocano attualmente e nel futuro sempre di più un ruolo fondamentale. 

Un porto può essere visto come un sistema composto da varie risorse quali: banchine, impianti di carico e scarico, aree di sosta merci e/o passeggeri, parcheggi per i mezzi di trasporto terrestre, strade di collegamento, etc. Per rendere un porto funzionalmente ed economicamente competitivo e per dotarlo di flessibilità, onde cogliere (e talvolta promuovere ed anticipare) opportunità di crescita, bisognerebbe intervenire su due fronti. 

Il primo, di tipo infrastrutturale, richiede grandi investimenti e, purtroppo, anche tempi lunghi; esso dovrebbe essere rivolto ad effettuare la separazione dei servizi per i passeggeri da quelli per le merci mediante la costruzione di nuove stazioni marittime, la realizzazione di nuove aree di sosta merci anche in zone circostanti il porto, nuovi collegamenti stradali e/o ferroviari, etc. 

Il secondo, di tipo tecnico-gestionale, richiede una spesa limitata per la realizzazione di piccole opere ed impianti e l’acquisto di apparecchiature hardware e software per integrare e rendere intelligenti le varie risorse quali: pontoni di trasporto verso moli più distanti; sistemi robotizzati per il carico/scarico veloce; sistemi di telemonitoraggio, telecomando e telecontrollo realizzati mediante una diffusione capillare di sensori, anche di tipo video, piccoli ed estremamente economici, di attuatori, di microcontrollori e di PLC (localizzati nelle aree di sosta, sui containers, sui mezzi di trasporto, etc.) interconnessi in rete con tecnologia wireless; un sistema informativo di processo che produca basi dati dinamiche e una gestione automatica o semiautomatica che consenta di ridurre i tempi di carico e scarico delle merci, i tempi di sosta, il traffico urbano connesso, i possibili furti, i possibili incidenti legati soprattutto alle merci pericolose, etc.; un sistema informativo di tipo commerciale; un sistema informativo del personale; infine, un sistema informativo di integrazione che consenta di interrogare anche mediante palmare i tre sistemi precedenti. 

Da quanto detto sopra emerge che un porto può essere reso più efficiente, sicuro e competitivo dotandolo di sistemi intelligenti ad alto contenuto tecnologico. 

Tali sistemi per poter essere adeguatamente gestiti e manutenuti richiedono competenze specifiche, sicuramente di livello universitario, e riguardanti le discipline dell’informatica, dell’elettronica, delle telecomunicazioni, dell’automazione, cioè più propriamente dell’automazione di impianti e servizi. … . 

A4) Giugno 2007 

“Non si riesce ancora a comprendere ed accettare che la eccessiva liberalizzazione e le nuove tecnologie hanno reso interagenti le diverse economie mondiali e non ci sono le capacità e gli strumenti per poter gestire questa mega azienda mondiale” 

Prof. Ing. G. Celentano 

A5) Marzo 2008 

PPL ? 

Io avrei fondato il partito 

della Professionalità , della Produttività, della Legalità 

E’ la strada maestra per evitare la recessione dell’Italia, dell’Europa, della razza bianca, del Mondo intero. 

Prof. Ing. G. Celentano 

A6 ) AGENDA DEL PROF. CELENTANO Settembre 2010 

La crisi è arrivata, come preannunciato. Per uscirne presto, oltre a quanto da me consigliato nel Marzo 2008, a mio avviso bisognerebbe: 

- Ridurre le speculazioni borsistiche limitandone le oscillazioni in tempi brevi (i soldi si devono fare con le attività produttive e non con le speculazioni borsistiche che, personalmente, reputo immorali!) 

- Introdurre le quote tecnologiche europee e la nascita di aziende europee con sedi secondarie (uffici, agenzie, succursali o filiali) in Italia (è l’unico modo sicuro per assicurare a molti lavoro produttivo e gratificante, il luogo di lavoro, i legami stretti con i loro familiari e gli amici ed eventuali aiuti reciproci, i legami affettivi con la propria casa, la parrocchia, i circoli, il paese, …; non si può essere per tutta la propria vita lavorativa lavoratore dell’Europa, del Mondo) 

- Produrre sempre più con impianti ed apparecchiature altamente automatizzate (i cui costi sono meno variabili a livello mondiale) e non con le persone (la cui manodopera ha un costo molto variabile a livello mondiale) 

- Incentivare la nascita di aziende ed infrastrutture per la produzione di ricchezza con apporto di capitale privato 

 

- Combattere l’evasione fiscale con gradualità (sia perché alcune aziende se non cedono alla tentazione dell’evasione saranno costrette a chiudere, sia per favorire la nascita di aziende più grandi) e detassare il lavoro produttivo 

 

- Far funzionare la giustizia 

- Condurre uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente e con meno vizi. 

A7) Luglio 2012 

Non è vero che siamo in un tunnel da cui si intravede la luce. Per uscire dal tunnel della crisi ci sono due modi: il primo fare marcia indietro; il secondo scavare con grande fatica nella giusta direzione. 

Non si può interdire una persona a emettere assegni e/o a firmare cambiali se nel contempo non si garantisce che egli possa ricorrere ad un prestito con interessi ragionevoli. Parimenti L’UE deve evitare lo strozzinaggio dei Paesi membri. Gli interessi sul debito pubblico devono essere sostenibili, altrimenti si rischia di perpetuarlo all’infinito, cosa che innesca un meccanismo di sudditanza più drammatico del fallimento! 

Non si deve consentire né che dei paesi membri dell’UE vendano in breve tempo titoli di stato di un altro paese membro, soprattutto se tale ultimo paese possiede molte ricchezze, né la diffusione di notizie false di grande rilevanza economica per evitare shocks economici. 

“La teoria dello shock economico è drammatica ma molto semplice: si crea nella popolazione un senso continuo d’insicurezza e di stress psicologico, tale che diventi accettabile qualsiasi decisione politica ed economica.” 

Si può anche pagare, una tantum, una patrimoniale, vendere alcuni beni dello Stato, aumentare temporaneamente il debito pubblico, … non, però, per alimentare nuovi sperperi, aumentare l’assistenzialismo o finanziare le banche per consentire speculazioni finanziarie e/o finanziare attività all’estero, ma per pagare in tempi brevi tutti i debiti statali alle imprese produttive e per realizzare: 

- Una o più centrali solari al Sud tra le più grandi d’Europa (poiché è tramontata la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, cosa che poteva simmetrizzare l’Italia) 

- Una delle più grandi catene di aziende di prodotti agricoli 

- Una delle più grandi catene di aziende di allevamento ittico 

- Una delle più grandi catene di aziende di abbigliamento 

- Una delle più grandi catene di aziende di prodotti per la casa 

- Una delle più grandi catene di aziende di prodotti per l’edilizia 

- Uno o più ospedali di eccellenza al centro Sud 

- Uno o più politecnici di eccellenza al centro Sud. 

 

Semplificare ed automatizzare la giustizia (utilizzando anche sistemi esperti) in modo da garantire la certezza della pena in tempi brevissimi, pena che in moltissimi casi dovrebbe essere di carattere monetaria. 

Pubblicizzare in modo martellante, ossessivo, anche con immagini “nude e crude”, gli effetti negativi delle droghe. 

Premiare quelle ricerche e quelle Università utili soprattutto per l’innovazione e la produzione delle aziende italiane (In Germania la ricerca applicata è finanziata per il 14% dalle imprese, in Italia solo per l’1,3%!) 

Gli altri ci copiano. Dovremmo anche noi imparare a copiarli: una McDonald's italiana, un’Ikea italiana, …, fondere le piccole aziende. 

Far eseguire a proprie spese onerosi lavori di riqualificazione a chi ha deturpato l’ambiente (abbattere in molti casi equivale a fucilare una persona che ha commesso un atto delinquenziale), ha inquinato fiumi, laghi, terreni agricoli, a chi sporca gli spazi pubblici, … . 

Far ristrutturare e/o consolidare (con criteri antisismici) e/o adeguare i vecchi edifici, quelli in disuso, quelli costruiti abusivamente, … . 

La “questione sociale” non si risolve erogando contributi ai furbi, ai fannulloni ed agli incapaci e/o garantendo una lauta pensione a chi ha evaso o ha versato pochi anni di contributi e/o consentendo che i ricchi investano in attività speculative, non produttive o all’Estero, salvando le banche e non le aziende, assistendo passivamente alla fuga all’Estero delle aziende produttive, ma premiando la classe media, gli Italiani che hanno acquistato la prima casa (che è come la moglie, i familiari più cari, …, “chi vuol prender moglie, abbia prima casa ed aratro”, “giù le mani, non si può menomare la tranquillità, la sicurezza, … di una famiglia!”), che spinge gli italiani a fare meno spese voluttuarie e più spese per l’abitazione e quei ricchi che investono in attività produttive in Italia; sono questi i Cittadini che hanno dimostrato capacità e volontà per migliorare se stessi e gli altri, i veri gladiatori dell’Italia e dell’Europa. 

Prof. Ing. G. Celentano

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